Vivere l’inverno verticalmente?

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Cascate, goulottes, pareti di roccia, l'inverno trasforma tutto e mischia le carte. Una via che in estate è una semplice salita, in inverno  con la neve e il ghiaccio diviene una salita dal sapore himalayano.  Certo non è mica facile, in alto fa freddo comunque anche se in pianura sembra primavera; la neve  complica gli avvicinamenti e allunga i tempi

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Ci sono le goulotte del Monte Bianco:

La classica e facile Cherè sul lato nord  del  Mont Blanc du Tacul, sempre al Tacul ma sul lato nord est La Albinoni Gabarrou e anche il difficile Super Coluoir du Tacul.

Nel bacino d’Argentiere ci sono in condizioni: La via degli Svizzeri alle Courtes, cosi come Petit Wiking alla Point du Domino  e molte altre linee che diventa difficile individuare da lontano:  bisogna andarci sotto.

Ancora Le fil a Plomb sul versante nord della Cresta tra le Aiguille du Plan e dfu Midi è in ottime condizioni.

Tutte queste vie, con un po’ di fortuna, ma soprattutto grazie al fatto che gli avvicinamenti ed i ritorni  si fanno velocemente con gli sci si possono compiere in giornata.

Se invece si cerca l’avventura vera perché non buttarsi a fare del vero alpinismo invernale? Vie normali che in estate si scalano con facilità in inverno si trasformano in un dedalo di rigole ghiacciate, placche innevate e creste sommerse da metri di neve che bisogna pazientemente ripulire per procedere. Se ci mettiamo l’isolamento, gli avvicinamenti con lo zaino pesante, la necessità di prevedere dei bivacchi e le difficoltà legate al freddo, l’esperienza sarà completa.

Quello che vi propongo sono salite che, senza esagerare  nella ricerca delle difficoltà tecniche richiedono certamente un impegno generale alto e sono dedicate ad alpinisti già “rodati”.

Cominciamo con quelle più facili: Alpi Lepontine, Parco Naturtale dell’Alpe Devero, Punta della Rossa per la via dello Spigolo. Approfittando poi del fatto che probabilmente avremo allestito un campo ai piedi dello spigolo perché non pensare di fare anche un capatina alla Parete Nord del Crampiolo dove, in inverno si forma una colata di ghiaccio tra la Nord e lo spigolo ovest?.

Rimanendo a Devero ma spostandosi nella zona del  Cornera e utilizzando il confortevole bivacco Combi e Lanza,  si potrebbe ripetere la via Micotti sullo spigolo est del Cornera, così come ci sono possibilità di esplorare canali mai saliti racchiusi tra le guglie del massiccio. Per finire, già che si è li perché non fare una puntata all’Helsenhorn?

Per finire, delle mete più ambiziose: La cresta Signal e la Santa Caterina. Solo i nomi delle salite mettono timore ma, vi assicuro, con una buona organizzazione e con un po’ di fortuna  sono salite realizzabili.

Quindi aspetto una vostra chiamata per organizzare qualche giornata di “campeggio invernale verticale”

MA SBRIGATEVI CHE IL 21 MARZO L’INVERNO FINISCE