Visto che ha avuto un buon numero di visite, penso che possa essere utile la pubblicazione di altre vie classiche lungo la Bastionata delle Rossa. Anche perché, a parte una sintetica descrizione sul Buscaini queste vie non sono mai state recensite da altre guide. In realtà le linee si prestano a varianti e spesso i passi più duri possono essere aggirati con un po’ d’occhio. Vale la pena però cimentarsi anche nei tiri più difficile giusto per capire che livello avevano gli scalatori di trent’anni fa. Per l’accesso al settore vi rimando all’articolo relativo alla via “I solti ignoti”. La via Kildozzer, parte circa 80 mt. più a destra, faccia alla parete.

kildozzer

 

 

Qui la scalata si fa più faticosa e i passi obbligatori ci sono. Dalla via “I soliti ignoti”, si scende seguendo la base della parete fino a incontrare un netto strapiombo sopra una cengia erbosa. La si segue, ad un certo punto lo strapiombo è così vicino alla cengia che bisogna passare carponi. Appena rimessi in piedi, si intuisce il punto più debole dello strapiombo ed è li che attacca la via. Si inizia con un passo che in origine era quotato 5+, io direi che siamo sul 6a. Tre movimenti decisi in strapiombo poi una spaccata verso desta sono il benvenuto della via. Bisogna proteggersi con un friends n ° 0,75 o 1 giusto alla fine dello strapiombino, poi un chiodi a lama protegge la sgambata a destra. Una volta raggiunto il diedro sovrastante lo si segue facilmente fino alla sosta, fettuccia strozzata su spuntone.

Il secondo tiro propone un bel camino e poi facili risalti ed una placca fino alla cima della torre, complessivamente 5b, sosta su chiodi.

giuliano01

Il terzo tiro va in traverso verso sinistra (faccia alla parete) quasi in orizzontale per una decina di metri, delicato (5c), si protegge con un friend piccolo (un camalot serie C#3 giallo o tcu metolius) poi si sale sotto gli strapiombi. Qui conviene attrezzare una sosta altrimenti le corde fanno troppo attrito.

traverso

Quarto tiro facile e corto, si sale diretti sulla cengia e sempre in verticale si va a sostare sotto l’estremità destra di un grande tetto che incide tutta la parte superiore della bastionata, nei pressi di una fessura netta che va verso destra, un chiodo di sosta.

Il quinto tiro è il più bello, anche qui la relazione dava 5+, io direi che è un tiro di 6a+ almeno. Si sale in fessura verso destra poi ci si incastra sotto il tetto in un fessura-camino orizzontale che vi accoglie a braccia aperte. Vi aspetta un bel lavoro di opposizione. Sempre ben incastrati si esce verso il bordo del tetto il più possibile, li c’è un chiodo un pò ballerino ,ma si possono mettere un sacco di friends buoni. Ora si cerca con la mano l’appiglio oltre il bordo il più in alto che si può e il gioco è fatto. Tutto il tiro è facilmente proteggibile con friends e nuts. Segue una facile fessura che si segue verso destra fino a una sosta con chiodi. Qui le difficoltà calano e si può scendere in doppia. Una calata diretta fino alla sosta del secondo tiro (50mt) poi ancora una alla sosta del primo tiro (40mt) ed in fine una corta doppia fino a terra (30 mt). Altrimenti si sale ancora un tiro di 4° a poi si scende a piedi.

Aperta dai fratelli Mozzati con uso di cunei e chiodi dei quali ne sono rimasti circa 6. Le soste sono atrezzate con chiodi e vanno verificate. Le soste 3 e 4 sono da attrezzare. Per la progressione necessari una serie di   Friends camalot dallo 0,4 al 2 più qualche nut, eventuale martello per ribattere i chiodi. Casco e cordini per allungare le protezioni, 2 mezze corde da 60 se si vuole scendere in doppia altrimenti basta una singola da 60 mt. E’ inoltre possibile scendere a piedi in direzione ovest su placche appoggiate, raggiungendo l’evidente sentiero per Binn si scende a sud sul passo attrezzato con catene e scaletta ed in breve si torna alla base della parete (30 minuti)

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