Questo itinerario, sempre in bastionata (Bastionata della Rossa) è nato quasi per caso. Oziavo a Crampiolo con Stefano, la sua morosa al tempo doveva lavorare nell’azienda familiare e così, visto che non ci preparava il pranzo, abbiamo deciso di andare a far due tiri in bastionata. Raccolto il materiale siamo partiti di corsa che era il modo con cui si andava in quel periodo. Sempre di corsa soprattutto con Stefano che grazie alle lunghe leve aveva e ha un passo inarrivabile. Quindi io arranco, lui cammina e in meno di un’ora siamo già sotto la parete. E adesso che saliamo? A quel punto mi ricordo, malgrado sia ancora annebbiato dallo sforzo della salita , che qualche anno prima con Livio, il Livione per gli amici, avevo sbagliato l’attacco di una via e mi ero ficcato in un diedro che a quel tempo mi era inpossibile salite. Messo un chiodo ero sceso e avevo ripreso la via giusta. Oggi appunto ricordo quel diedro ostico e dico a Stefano “ti va se riprovo il tiro? Poi vediamo come è copra. “ detto fatto: si parte.

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E’ così che inanelliamo 4 tiri bellissimi, impegnativi, dove, se avessimo avuto anche qualche spit lo avremmo di sicuro messo, almeno per la prima sosta, veramente da brivido. Spit quindi niente e così il nome ironico …. “niente spit nessun crimine” . La via collega tratti di tiri, di sicuro già saliti in precedenza, forse per sbaglio che deviavano nei punti più duri. Così sono nati i primi due tiri “nuovi", l’inizio del terzo tiro, nel diedro era già stato salito mentre la restante parte sulla torre è originale. Il quarto tiro, quello del tetto, il più duro, era sicuramente stato
già salito, penso in artificiale giudicando il materiale incastrato nella fessura.

Per l’accesso al settore vi rimando all’articolo relativo alla via “I solti ignoti”. La via No spit no crime? parte circa 20 mt. più a sinistra faccia alla parete. L’attacco è in corrispondenza dello spigolo destro del grande diedro nero, sulla verticale di un diedrino sovrastato da una lama incastrata e da un piccolo tetto.

Scalata a tratti faticosa, spesso tecnica in opposizione ed incastro (4° tiro). Si comincia con uno strapiombino seguito da risalti ed una fessura un pò difficile (6b)e si va a sostare a destra dove si possono mettere due chiodi (non lasciati) . Si prosegue nel diedro aperto sovrastante, chiodo a lama alto lasciato), con un passo delicato si riesce a prendere la fessura di fondo sopra un piccolo bordo (6a+), poi più facile. Si esce su placche coricate, si va a destra fino alla base di un grosso diedro. Sosta su un chiodo ,da rinforzare. Terzo tiro, salire il diedro (6a) che presenta dei piccoli strapiombi con buoni appigli, poi usciti sulla placca dove si vede una sosta a spit, si devia decisamente a sinistra e si sale il muretto verticale della torre sovrastante, sembra duro ma ci sono buoni appigli (6a+), poi usciti sulla placca adagiata (3°) si prosegue dritti per una ventina di metri andando a sostare alla base della placca giusto sotto il tetto che incide tutta la parte superiore della bastionata. La sosta la si attrezza a sinistra sulla verticale di una netta fessura che incide il tetto da cui pendola un cordino. Si sale la facile placca fino a raggiungere il tetto orizzontale inciso dalla fessura. Con un paio di friends anche grandi ( n° 3 camalot) si protegge la fessura ancora con i piedi sulla placca. Poi via di incastro fino a prendere una presa netta oltre il bordo del tetto dove c’è un chiodo che protegge l’uscita (6c+/7a eventualmente A1). Si prosegue in verticale per qualche metro e appena possibile si fa sosta. Si continua poi facilmente (4+) su placche in verticale ed in breve si esce dalla parete. Andando sinistra dopo un profondo diedro si trovano le soste di “I soliti ignoti” a spit, da dove ci si può calare fino alla base.

Primi salitori, almeno per i tiri nuovi, Stefano Deluca e Paolo Pettinaroli, lasciati in via 3 chiodi. Per la progressione necessari una serie di Friends camalot dallo 0,4 al 3 un mazzetto di nut, scelta di 3-4 chiodi (lama,u, universali) martello. Casco, cordini per allungare le protezioni, può essere sufficiente una corda singola da 70 anche per le doppie su "I soliti ignoti". E’ inoltre possibile scendere a piedi in direzione ovest su placche appoggiate, raggiunto l’evidente sentiero per Binn si scende a sud sul passo attrezzato con catene e scaletta ed in breve si torna alla base della parete (30 minuti).

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